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<h1>Quanti follower ha la vergogna?Ecco perché siamo complici della deriva culturale</h1> Quanti follower ha la vergogna? Tanti, troppi I follower della vergogna siamo noi, ma <strong>quelli che si vergognano non esistono</strong>, perché tutelati da un sistema volto a massimizzare l'idiozia, l'inerzia e la superficialità per garantire un continuo, perenne consumo indiscriminato di merci. <h3>La vergogna non è un sentimento di questi tempi, ma perché?</h3> Sotto l'<strong>egemonia dello spettacolo</strong> che posiziona all'apice della gerarchia sociale GLI ESSERI PIù <strong><span style="font-size: 18pt;">POPOLARI</span></strong>, quindi più discussi, chiacchierati e protagonisti indefessi delle loro più <strong>esecrabili viltà</strong>, non esistono più bene o male, giusto o sbagliato, pubblico o privato, piuttosto, <strong>esiste</strong> una <strong>macchina infernale</strong> pari a una <strong>dittatura silenziosa</strong>, che ipnotizza le masse con un giulivo intrattenimento, un ridanciano chiasso o <span style="text-decoration: underline; font-size: 14pt;">insulse discussioni</span>, paralizzandone progressivamente le facoltà mentali. La volgarità e la vuotezza sono l’humus vischioso su cui le personalità più in vista dei Social costruiscono i loro imperi di popolarità, eppure, nessuno strascico velenoso riesce ad intaccare la loro “influenza” degenere e amorale, ma anzi proprio la<strong> grandezza della risonanza</strong> delle loro gesta viene continuamente <strong>premiata. </strong> <p style="text-align: center;"><strong><span style="font-family: 'courier new', courier, monospace;">E quindi, tutto finisce per essere dimenticato, archiviato, scusato in nome dello spettacolo a cui il popolo medio ( il noto mostro di Pasolini) partecipa, in un tacito accordo.</span></strong></p> <h2><span style="font-size: 14pt;">Quante <span style="font-family: impact, sans-serif; font-size: 18pt;"><strong>puttanate atomiche </strong>vengono pubblicate</span> quotidianamente sui Social per attirare quel dibattito spicciolo, insulso e povero intorno a vacuità e personaggi spazzatura?</span> Quante?</h2> Ci sono quelli che protestano, che criticano, che applaudono, ma tutti quanti contribuiscono, più o meno coscientemente ad alimentare il <strong>progetto oscuro, antistante, di ottundimento</strong> delle menti. <p style="text-align: center;">I social sono lo strumento attraverso cui si sviluppa il progetto di<strong> manipolazione più dolce</strong>: perché promettono zero censura e altresì garantiscono libera espressione a tutti</p> <h2>I Social, sono funzionali alla società dello spettacolo e al progetto "tabula rasa", perché premiano (danno massima visibilità), come dicevo sopra, alle puttanate e agli araldi di codeste puttanate</h2> <h4>Puttanate sacrosantissime e utilissime, quindi, a mantenere il popolo in una molle, irreale, paralisi cerebrale</h4> <p style="text-align: center;"><span style="font-family: 'courier new', courier, monospace;">Dietro la loro democraticissima impostazione, i Social sono infernali, perché favoriscono l'emergere e l<strong>'imperare di personalità disdicevoli per perpetuare il sonno dell'umanità.</strong></span></p> La gente avvelenata di intrattenimento demenziale, perde la percezione di se stessa e del mondo circostante. I valori vengono ribaltati, poiché basati su unità di misura assurde quali: <strong>successo, fama e potere,</strong> in nome dei quali tutto finisce per essere <span style="text-decoration: underline;">scusato</span> e ancor peggio: <span style="font-family: impact, sans-serif; font-size: 18pt;">dimenticato.</span> <h3>L'egemonia infernale amorale in cui viviamo è subdola e degenere, poiché ipnotica e paralizzante</h3> Lungi dall'essere consapevoli di averla scelta, siamo, infatti, così tanto e costantemente immersi in un disgustoso, deprecabile "<strong>senso comune</strong>" avvertito come "dote" necessaria della fase storica attuale in cui viviamo, da giacere <strong>felici e impotenti</strong> in questo schifo.