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<h1>Made in Italy moda Italiana: il settore abbigliamento si è fermato alla Dolce Vita o giù di lì</h1> Made in Italy moda Italiana: la specie dei creativi di moda nostrani è in via d'estinzione? A parte qualche raro esemplare *, sembra che nel mondo della moda non ci sia spazio per le nuove generazioni. Ma perché? Intanto, mentre il mondo chiede abiti pratici dalla vocazione casual, in Italia si pretende ancora di vendere abiti da <strong>cocktails o da serate di gala.</strong> <h2>L'impressione generale, quindi, è che nel Belpaese si suoni una ballata fuori sincrono</h2> rispetto alla moda internazionale. Poca arditezza e una scarsissima sintonizzazione con il contemporaneo fanno trasparire un vischioso, <strong>infermiccio</strong> senso di incertezza, sviluppato in qualche tonachella svuotata di qualsiasi barlume di carisma e/o personalità. <p style="text-align: center;">E' percepibile un opprimente pesantezza riassumbile in queste parole:</p> <p style="text-align: center;"><span style="font-family: 'courier new', courier, monospace;"><strong><span style="font-size: 10pt;">poche idee, presentate male.</span></strong></span></p> E anche quando si intravedono spunti interessanti, non c'è sviluppo. Partendo da questo presupposto, non c'è da stupirsi se anche a questo giro <strong>nessun Italiano</strong>, lotterà per contendersi il <strong><a href="http://www.pambianconews.com/2018/03/16/lvmh-prize-italiani-sempre-assenti-dal-2015-232837/?twitter">Lvmh Prize</a>.  </strong> Nelle fasi finali ci arrivò <strong>Gabriele Colangelo</strong> e proprio durante la prima edizione, da lì in poi per l'Italia, solo tanta, succulenta "<strong>ciccia</strong>". E l'importante non è partecipare.  A questo punto voi potrete pensare si tratti del solito accanimento contro il Belpaese, dei soliti raccomandati, dei complotti, dell'invidia degli dei ecc. .  Io, invece, suppongo che non sia niente di tutto questo. Lo dico, perché a quanto pare la nuova generazione di creativi è una specie in via d'estinzione. Tolto il sopraccitato Colangelo, che insieme ad altri tre o quattro nomi ci regalano una boccata di ossigeno, non si può proprio dire che la creatività Italiana goda di una buona salute. <h2>L'Italia, infatti, è un paese strano,</h2> che più o meno consapevolmente invece di progredire, anche tentando cambiamenti radicali, preferisce <strong>cuocere a fuoco lento nel solito brodo</strong>. Un brodo che sa di minestra riscaldata, intiepidita al riparo dai tumultuosi moti del presente. E' come se i creativi fossero convinti di poter vantare nei secoli dei secoli, come per investitura divina, un<em> plus valore</em> consolidato ed eterno: quello ereditato dai capostipiti del Made in Italy.