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<h1>Impegno sociale marchi moda di lusso: da Dior a Gucci, ecco cosa succede</h1> Impegno sociale marchi moda di lusso: tra benefattori, filantropi e business Stabilire dove inizi l'uno e finisca l'altro mette proprio male. Annoiati e distratti da un'offerta smisurata di beni materiali gli Occidentali sentono di <strong>doversi dare uno scopo.</strong> Uno scopo che, ovviamente, non può prescindere dalle scelte d'acquisto, soprattutto, se per questo genere di consumi cominciano a ballare <strong>più di 500 Euro</strong>. Diviene così un'urgenza per i marchi di lusso smarcarsi con decisione da una proposta a buon mercato, pena il soccombere definitivo. Davanti a una galoppante<strong> paralisi del desiderio</strong> e di fronte al sollevarsi di una sempre più diffusa <strong>responsabilità sociale e ambientale</strong>, il mondo della moda lussuosa sta spostando l'accento da una strategia più "becera" e materialista a una filosofia <strong>più "spirituale"</strong>. Così, invocando "l'assoluzione divina e la redenzione dai peccati", <strong>i grandi conglomerati del lusso sono pronti a "scendere in piazza"</strong> per prendere attivamente parte alle questioni umanitarie e politiche. <h2>Tra utopie e distopie e tra il dire e il fare non c'è il mare, ma il mondo della moda</h2> <p style="text-align: center;"><span style="font-size: 8pt;">"<em>Vorrei un mondo senza fame nel mondo</em>". #Celho ✓</span></p> <p style="text-align: center;"><span style="font-size: 8pt;">"<em>Vorrei un America senza pistole</em>". #Celho ✓</span></p> <p style="text-align: center;"><span style="font-size: 8pt;">"<em>Vorrei un mondo con la parità di genere"</em>. #Celho ✓</span></p> <p style="text-align: center;"><span style="font-size: 8pt;">"<em>Vorrei un mondo senza pellicce vere".</em> #Celho ✓</span></p> L'ultima notizia è che Gucci devolverà <strong>500.000 dollari</strong> per la marcia anti-pistola "<a href="http://www.vogue.it/moda/news/2018/02/28/gucci-sostiene-la-marcia-le-armi-washington/">March For Our Lives</a>" che avrà luogo il prossimo 24 marzo a Washington. E così abbiamo la Chiuri che continua a cucire capitoli intorno al "suo" teorema femminista, Chanel che ogni tanto prova a sintonizzarsi sul medesimo canale( perché"tira"), Tory Burch che è l'emblema della donna imprenditrice filantropa e poi Demna Gvasalia che con l'ultima sfilata Balenciaga si schiera contro la fame nel mondo. <h3>E siamo solo all'inizio</h3>