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Haute Couture Paris 2019: la Frivolité essentielle, ecco il meglio <!-- wp:paragraph --> Haute Couture Paris 2019. <!-- /wp:paragraph --> <!-- wp:paragraph --> Mentre registriamo con grande mestizia che il progressivo e inesorabile livellamento generale del <em><a href="https://www.theladycracy.it/2017/09/03/che-cose-il-pret-a-porter-democratico-ecco-cosa-sta-accadendo/">prêt</a></em><a href="https://www.theladycracy.it/2017/09/03/che-cose-il-pret-a-porter-democratico-ecco-cosa-sta-accadendo/">-à-</a><em><a href="https://www.theladycracy.it/2017/09/03/che-cose-il-pret-a-porter-democratico-ecco-cosa-sta-accadendo/">porter</a></em> in una landa desolata di "mediocrità premium" non è più una possibilità, ma una certezza individuabile nella scelta dei medesimi font (i sans serif), una distrazione: l'Haute Couture. <!-- /wp:paragraph --> <!-- wp:paragraph --> In una piega spazio temporale al di là del rumore <strong>claustrofobico</strong> della rete e della rozzezza dei Social, l'inarrivabile appuntamento con lo sfarzo dei pochi rimane pregnante. E se anche gran parte della riverenza di cui tutt'oggi riesce a godere questo appuntamento nasce proprio dalla consapevolezza che questo spettacolo sia destinato a poche centinaia di eletti, l'<strong>Haute Couture </strong>resta un capitolo di piacevole disintossicazione dalla progressiva iconoclastia condotta dagli ambiziosi stilomani a capo <em>ready to wear.</em> <!-- /wp:paragraph --> <!-- wp:heading {"level":3} --> <h3>La Frivolité Essentielle</h3> <!-- /wp:heading --> <!-- wp:paragraph --> L'abito anticipa sempre uno stato di cose a venire e lo fa stimolando la nascita di una nuova mentalità destinata a diventare la norma. La sperimentazione e la creatività, là dove non devono per forza essere succubi delle strategie di mercato, hanno campo libero, proprio per questo l'Haute Couture viene percepito come un avvenimento autentico. <!-- /wp:paragraph --> <!-- wp:heading {"level":3} --> <h3>Alla ricerca della verità, oltre la bellezza</h3> <!-- /wp:heading --> <!-- wp:paragraph --> Nell'<strong><a href="https://www.google.com/search?q=haute+couture+paris+2019&oq=haut&aqs=chrome.2.69i57j0l2j69i60l3.2597j1j7&sourceid=chrome&ie=UTF-8">Haute Couture Primavera 2019</a></strong> domina un'approccio sincretico in cui il regime immaginifico diurno si alterna a quello notturno. La magnificenza dei volumi e l'irruenza del colore (Valentino) si alternano a visioni introspettive e lunari di un femminile dall'animo algido e risoluto (Givenchy), altre volte ludico e infantile (Dior). <!-- /wp:paragraph --> <!-- wp:paragraph {"align":"left"} --> A mio parere <strong>Clare Waight Keller</strong> è colei che meglio di tutti riesce a elaborare un concetto di Couture moderno, volitivo e indossabile a partire da archetipi divini ancestrali sedimentati nella memoria collettiva. Con decisione ed eleganza la designer tratteggia così contraddizioni e ambizioni dell'intricato animo femminile. Le forme affilate si alternano a delicati<em> see through</em> , la brutalità del lattice si ammansisce tra pizzi, luminescenze e decorazioni tridimensionali. <!-- /wp:paragraph -->