Tag: drop supreme

<h1>Drop Supreme o esclusività forzata. L'arte taumaturgica di dare significato all'insignificante</h1> Drop Supreme. Drop fa davvero shop. Quando di<a href="https://www.theladycracy.it/2018/06/24/lusso-cosa-significa-oggi-diamo-il-benvenuto-al-lusso-populista/"> lusso</a>, di moda, di arte e di musica non si può più parlare, perché niente ha più significato, ecco che si moltiplica la politica dei "drop". <strong>La cura per un mercato saturo di spazzatura</strong> C'è chi giura possa essere il solo e unico futuro per la moda. C'è poi chi non ha ancora presentato alcuna collezione, ma già promette di vomitare con una certa costanza <em>limited edition</em> imperdibili con partner incredibili (Burberry-Tisci) e c'è anche chi ha imboccato la via del non ritorno (v. Louis Vuitton, Moncler). <h3>Di quell'insanabile desiderio di credenza-appartenenza a qualcosa di esclusivo</h3> Di fronte ad una progressiva e incontrastabile <strong>aridità semantica e simbolica</strong> dei beni di consumo e alla saturazione del mercato, si corre ai ripari. Siccome di miti musicali non ne nascono più (quelli del secolo scorso sono morti quasi tutti) e nemmeno di Balenciaga e Yves Saint Laurent, i marchi di moda si stanno mettendo a giocare a fare la parte delle "rockstar". In principio erano solo i movimenti di controcultura come lo streetwear a fare leva sul concetto di comunità, anticonformismo ed <strong>esclusività dovuta alla scarsa reperibilità dei prodotti</strong>, ma oggi, tutti quanti si buttano in quello che sembra l'ultimo escamotage in grado di mantenere <strong>alto</strong> il livello di attenzione della massa. <em>"The non-conformist nature of the drop also appeals to younger consumers, who treat non-conformism as a virtue. The last thing they want is to buy or think or look like everyone else</em>"* Anche le maison di lusso si gettano nel ricco business dei "senza fede". I "senza fede" sono le generazioni più giovani, colpevoli unicamente di essere nate nel momento sbagliato, ovvero al culmine di un processo in cui la pochezza creativa della cultura di massa si è rivelata in tutta la sua superficiale precarietà lasciando un vuoto valoriale e ideologico insopportabile. <strong>Volente o nolente, il bisogno è stato creato</strong> <strong>Colmare questa mancanza di modelli e rappresentazioni</strong> è diventato così il nuovo proposito dei marchi di moda di lusso. Un atteggiamento, come dicevo, mutuato dai movimenti underground metropolitani degli anni '90, ultimi rimasti ad essere percepiti come autentici e quindi degni di venerazione da parte dei piccoli, giovani infelici.