Tag: consumo critico

<h1>Consumo critico: solo il consumo consapevole ci salverà</h1> <p style="text-align: right;"><span style="font-size: 8pt;">" Consumo critico: per <b>consumo critico</b>, o <b>consapevole</b> (in opposizione ideale al <a title="Acquisto d'impulso" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Acquisto_d%27impulso">consumo compulsivo</a>), si intende la pratica di organizzare le proprie <a title="Abitudine" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abitudine">abitudini</a> di acquisto e di consumo in modo da accordare la propria preferenza ai prodotti che posseggono determinati requisiti di qualità differenti da quelli comunemente riconosciuti dal consumatore medio"*</span></p> Se volessimo estrarre dal linguaggio una lista con i termini più usati durante le conversazioni di moda degli ultimi mesi, ci accorgeremmo di quanto il tema della <a href="https://www.theladycracy.it/2018/06/10/moda-e-sostenibilita-da-gucci-equilibrium-in-avanti-ecco-cosa-succedera/">sostenibilità</a> abbia monopolizzato i dibattiti del settore. Se "le parole sono importanti*", l'identificazione della <strong>ricorsività</strong> di determinati vocaboli è il più efficace metodo per decifrare lo<em> Zeitgeist</em> in cui siamo ammollati. <h2><em>Sustainable fashion</em>, sostenibilità, consumo sostenibile, armadio sostenibile</h2> La "perturbazione" della moda maschile SS2019 ha appena chiuso l'ennesimo ciclo di presentazioni sbilenco e selvaggio in cui tra pre-collection, pre-fall, cruise, preview e altre mirabolanti messe in scena abbiamo constatato l'inefficacia del calendario tradizionale e l'<strong>abnorme quantità di proposte</strong> vestimentarie rispetto alle più ottimistiche richieste di mercato. <p style="text-align: center;"><span style="font-family: 'courier new', courier, monospace;">A chi servano poi tutti questi prodotti così frettolosamente pensati, creati e fotografati, non è dato a sapersi, ma sicuramente questo ritmo espositivo affannoso <strong>stride fortemente</strong> con la filosofia del consumo sostenibile tanto chiaccherata.</span></p> <h3>La corsa alla sostenibilità</h3> Così, mentre H&M si prepara a vendere<strong> kit per la riparazione</strong> dei suoi capi <span style="font-size: 8pt;">al petrolio</span> e <a href="https://www.theladycracy.it/2018/06/10/moda-e-sostenibilita-da-gucci-equilibrium-in-avanti-ecco-cosa-succedera/">Gucci</a> promette di rinunciare ai peli dei coniglietti, <a href="http://www.pambianconews.com/2018/06/29/asos-manda-i-suoi-stilisti-a-scuola-di-sostenibilita-239461/">Asos</a> si spinge un po' più in là giurando che dal prossimo anno farà a meno non solo dei sopracitati peli dei coniglietti, ma anche di piume, seta, cachemire e mohair. <p style="text-align: center;"><strong>Tra qualche tempo, infatti, sarà tutto umano. </strong></p> Sto scherzando -ma non troppo-, comunque, <strong>gli animali non si toccheranno più</strong>. E per quanto riguarda quella piccola faccenda degli <strong>umani trattati come animali</strong>, invece, il comitato si riunirà in data da destinarsi (d'altronde, ci sono delle priorità). E per riprendere il discorso di prima, Asos si impegnerà anche a mandare tutti i suoi designer a scuola di (guarda un po') <strong>sostenibilità.</strong> <h4>Eppure, mentre tutti fanno a gara per essere più sostenibili,</h4> gli invenduti non accennano a diminuire, <strong>intasando</strong> gli outlet e <strong>ingolfando</strong> il sistema di smaltimento rifiuti. Così, mentre i vari<strong> Anna Dello Russo</strong> si sbarazzano dei cimeli di guerra accumulati con avida arroganza negli anni di gloria, nessuno si meraviglia del fatto che niente di tutto questo bottino trovi più spazio in un qualche sparuto museo, bensì, sia destinato al purgatorio. Un <strong>purgatorio di irrilevanza e oblio</strong> trasmutato in lugubri cabine armadio di qualche incrollabile <strong>oniomaniaca seriale.</strong> <p style="text-align: center;"></p>