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Simone Rocha per HM: l’asfissiante ritorno degli inutili abiti da prima comunione

Simone Rocha per HM: la collezione della designer irlandese sarà disponibile dall’11 marzo online e in alcuni negozi selezionati, un vero tripudio di abiti pataccari per egocentrici habitué alle cerimonie che con ogni probabilità finiranno per autocelebrarsi sui propri terrazzi.

Si tratta dell’ennesima collaborazione condotta dal gruppo svedese del fast fashion –HM- con un marchio di lusso – Simone Rocha– (masstige) e che ben lungi dal ricalcare le gloriose, passate collaborazioni (decisamente vantaggiose per i brand di fascia alta che iniziavano a corteggiare la generazione degli -allora- giovani Millennials), ora giova principalmente il primo.

E’ piuttosto evidente, infatti, che solo un marchio di prêt-àporter in seria difficoltà svenderebbe il suo “nome” in cambio di visibilità in un momento in cui il consumo irresponsabile lascia il posto ad acquisti ben ponderati e per questo estremamente significativi e dove l’esclusività ritorna ad essere un Sacro Graal da tutelare con ogni mezzo.

Vestirsi inutilmente HM-Rochas

Nonostante il giubilo della stampa ufficiale alzatosi intorno alla notizia di questa collaborazione, vedendo le preview degli abiti di Simone Rocha non posso fare a meno di notare l’inattualità del design da poupée de cire poupée de son a cui è rimasta orgogliosamente ancorata dal 2010, anno in cui ha debuttato alla London Fashion Week. 

Simone Rocha dice di aver rivisitato il meglio del suo archivio, ma meglio per chi?

La collezione Rocha x HM, infatti, è un’asfissiante carosello di abiti midi incrostati di fiorellini, tulle, sbuffi, ruches, fiocchi, perline e ricami. Un’estetica debole e infantile, uno stile sorpassato che non può che apparire fastidioso, un fastidio che aumenta in proporzione alla consapevolezza della sua esacerbante inutilità.

HM sicuramente vuole esorcizzare la saturazione della richiesta di tute e calzettoni ingolosendo la massa con il cliché del rinascita attraverso abiti primaverili che evochino positività, ma il travestimento da reginetta della festa cinese con strati di tessuti che solo a guardarli fanno traspirare le ascelle, mi sembra una strategia tanto patetica quanto ridicola.

immagini via Elle

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