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Covid-19: nel terrore nasce il mondo clinico ideale

FASHION-OLOGY / NEWS / 3 Giugno 2020

Covid-19: il mondo non sarà più lo stesso. Benvenuti nella clinica 

Non è assurdo pensare che lo sterminio dell’uomo cominci con lo sterminio dei suoi germi, dato che, così com’è, con i suoi umori, le sue passioni, il suo riso, il suo sesso, le sue secrezioni, l’uomo stesso non è altro che un piccolo sporco germe, un virus irrazionale che turba l’universo della trasparenza. Quando tutto sarà stato espurgato e si sarà messo fine a qualunque contaminazione sociale e bacillare, allora resterà solo il virus della tristezza, in un universo di una proprietà e di una sofisticazione mortali.”

J.Baudrillard, p.70, La trasparenza del male. Saggio sui fenomeni estremi

Dopo l’abbattimento batterico, economico, culturale e sociale vissuto in questi mesi, cosa rimane dell’uomo oltre la tristezza, lo spaesamento e la rabbia?

Si riaprono i confini, eppure, nonostante il persistere di un rigido protocollo sanitario obbligatorio, c’è chi ancora si trastulla nella diffidenza, chi non è ancora pronto e chi nostalgicamente si dispiace di questo inesorabile cambiamento di passo.

Nonostante l’incredibilità di questo ultimo fatto, perlomeno lo si può spiegare. In fondo, può essere doloroso lasciare andare quella routine soffusa fatta di divani, piccoli mondi, piccole stanze e piccole vite scandite dalle dirette della Protezione civile, dai discorsi del Presidente del Consiglio dalle uscite ridotte, dalle autocertificazioni. Si tratta di un’affezione perversa, ma altresì comune. E’ una sorta di godimento sadico per gli stati di calamità e le catastrofi, che avendo come conseguenza l’azzeramento della vita attraverso l’inesorabile impossibilità di essere padroni delle proprie azioni e della propria volontà, si palesa nei singoli come un miracolo. Il miracolo di vedersi finalmente sollevati da ogni responsabilità e pensiero, il Governo, difatti, in questa situazione si è appropriato di poteri straordinari, primo fra tutti quello di garantire l’ordine ( a tutti i costi) tramite l’indottrinamento e la persecuzione del pericolo, concedendo alla popolazione la grande occasione di approfittare di tutti i privilegi offerti dal protrarsi dello stato di emergenza e rintracciabili nel motto del “mal comune mezzo gaudio” e della lamentela perpetua. E’ in questo ambiente rarefatto e depurato scrupolosamente da dibattiti e contraddizioni che i cervelli, già notevolmente compromessi da un’irreparabile atrofia tecnologica e mediatica si incrostano di paure e alibi per poi spegnersi nell’accettazione passiva dell’intollerabile.

La psicopolitica-sanitaria come religione

Una scienza che eviti di scontrarsi con l’errore, immunizzando se stessa contro le critiche per risultare in apparenza sempre vera, non è una scienza” (Karl Popper)

Si è appurato con sgomento che c’è pieno di atei fuori dalle chiese, ma pieno di fedeli che credono “alla tele”. Fedeli che non ammettono altra parola, altra opinione, altra teoria, altra ipotesi all’infuori delle sacre tavole della tv e dei grandi gruppi editoriali, escrescenze villose alla mercé di infallibili, pertanto, divini, comitati della Scienza e di titaniche “task force” di “esperti” (???) messI insieme per controllare e disciplinare la popolazione all’insegna dell’egemonia terroristico-sanitaria e politica. Il sorgere di qualsiasi dubbio nei confronti del mainstream, infatti, non è contemplato. Nella società neoliberista delle illusioni della “massima libertà personale” e della democrazia, qualsiasi voce estranea, qualora riesca ad avere un’audience importante e a superare indenne il ban dei Social, viene repentinamente e scrupolosamente sanificata attraverso strategie di ridicolizzazione e screditamento.

Sì è come impermeabilizzati a tutto ciò che non viene diffuso dalle testate e dai canali “certificati”. Si rifiuta di sospettare della loro buonafede, perché farlo sarebbe un po’ come smettere di fidarsi di mamma e papà. Papà e Mammina sono il quotidiano che aspetta al bar con cappuccio e brioche o la tele-nanna delle 20 e rinnegarli sarebbe come essere dei figlioli snaturati e irriconoscenti. Il dubbio è un peso troppo grande da sopportare e l’individuo è troppo debole e spossato dagli stimoli e da una mole informativa eccezionale per decidere criticamente quello che è buono e quello che è cattivo, la fiducia totale, quindi, è un bisogno, una necessità.

E’ in questo scenario che si colloca poi il saccente bullismo promosso da Twitter e Facebook, dove idee pastorizzate circolano senza sviluppo. Nessuna azione si cela dietro l’attivismo da hashtag, se non una molesta illusione di partecipazione alla cosa pubblica tramite la chiacchiera, rumorosa e inconcludente. La non reazione ha così tutto il tempo di fermentare languorosa nella mente del cittadino, che in cambio della sua fede incondizionata nello Stato e nei suoi rappresentanti viene premiato dagli algoritmi con retweet e visibilità eliminando qualsiasi cambiamento effettivo delle cose.

La sperimentazione della cieca obbedienza come salvezza necessaria, l’impossibilità di replica e la condanna del dissenso fino a pochi mesi fa sembravano scenari lontani, tribali e impraticabili nell’Occidente virtuoso, intellettuale e sviluppato, oggi, invece, sappiamo che la sanificazione dell’informazione e della società può contemplare anche regimi di stampo dittatoriale, così mentre sfilano orgogliosi i post del #blacklivesmatter o del #blacktuesday simbolo al contempo di disdegno e solidarietà alla comunità afro e si ridicolizzano le manifestazioni del nostro Paese non mi viene in mente altro a cui pensare se non a una regia perfida che prema per la circolazione solo di alcuni messaggi. Messaggi, peraltro, che per la stragrande maggioranza delle coscienze non hanno nulla di operativo, ma che vengono condivisi da un mondo improvvisamente indignato per l’arrogante lesione dei diritti umani, quegli stessi diritti che dopo essere stati calpestati per 3 mesi con abusi di potere, restrizioni e violenza non hanno scandalizzato nessuno.

The Horror The Horror (Apocalypse Now)

Nell’annullarsi della dialettica tanto cara a Socrate per far affiorare il sapere, nella sperimentazione di rappresaglie e ronde di polizia e droni, nella chiusura forzata di scuole, parchi, e attività e nel continuo sabotaggio del pensiero critico, della confutazione e delle libere opinioni ho sperimentato l’impotenza e la fine dell’umanità: il mondo clinico ideale di Baudrillard è stato realizzato, tutto è stato accuratamente disinfettato e disinfestato da pensieri, parole o espressioni giudicati come inadatti con una violenza inaccettabile in una società civile. Nessun virus potrà mai essere così minaccioso e angosciante come la negazione alla vita e alla libertà che abbiamo subito in questo 2020 e la cosa agghiacciante è che gli effetti dannosi di questa repressione sono stati calcolati solo economicamente. Il sito di statistiche Worldometer documenta che i suicidi da gennaio hanno già superato i morti per Covid-19, ma di questo non ci si preoccupa, per la pandemia mentale non ci sono vaccini da vendere.


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Elisa Bellino




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