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Nostalgia e memoria: ecco perché “i persuasori” non possono farne a meno

FASHION-OLOGY / NEWS / 15 Luglio 2019

Nostalgia e memoria, disquisizioni su quella mania per l’apparizione di una lontananza

La nostalgia è come un occhio magico che guarda al passato ricordando solo le cose amate. E’ una sensazione pervasiva, poiché carnale e spirituale: sgomita nel cuore, arriva nella gola e rimbomba nella mente. 

La nostalgia è il dolore della vicinanza del lontano”

M. Heidegger

Nostalgia che cosa significa e da quando esiste?

Nostalgia è una parola che deriva dall’unione di due parole greche νόστος- ritorno -e  άλγος- dolore- e identifica un’emozione malinconica spesso connessa con luoghi irraggiungibili e tempi inafferrabili.

Questo termine entra nel vocabolario Europeo solo nel 1600 poiché se ne serve tal Johannes Hofer, studente di medicina, per descrivere un male esistenziale che affliggeva molti mercenari Svizzeri al servizio di Luigi XIV. Questi soldati sentivano la mancanza della propria terra d’origine e alcuni morivano di dolore. Pur essendo Ulisse l’eroe del nostos, quindi, il termine è piuttosto recente.

Con Gucci torniamo a Itaca 

Con l’arrivo di A.Michele, Gucci ha fatto della nostalgia una bandiera. L’immaginario a cui si rifà è un “parnaso” di fossili e detriti pescati da mercatini, bazar, suq, jukebox , videoteche e librerie, che dopo essere stati tirati a lucido e innestati con perizia sulla landa desolata in cui abitiamo, vengono ripetutamente accolti come avanguardia.

Vengono accolti come avanguardia perché, nonostante i nostri corpi siano un patchwork di prodigiose protesi tecnologiche, abbiamo finito per trascurare l’unica cosa in grado di situarci in modo consapevole nel nostro quotidiano contesto: la memoria.

E nonostante tu l’abbia fatta a pezzi, quando starai per perderla definitivamente, ecco che tenterai invano di recuperarla.

Nel “vivaio liquido” in cui ci troviamo ammollati, quindi, abbiamo compreso come le culture del disimpegno e della dimenticanza abbiano contribuito al sorgere di una sorta di statuto mitologico intorno al tema della memoria.

E non è di certo un caso se oggi il “vecchio” è meglio del nuovo.

Cult anni ’70, ’80,’90: chissà come mai sono sempre indietro e mai avanti

Come per una sorta di effetto “alone”  determinato dal bisogno di appartenenza a scenari simbolici consolidati, anche il pubblico più giovane è un insaziabile collezionista di memorie passate, spesso mai vissute. La forsennata mania per l’ abbigliamento vintage, la caccia ai vinili, libri e oggetti datati, sono da interpretare come reazioni scaturite dall’insopportabile sentimento di frustrazione dato dall’appartenenza ad un’epoca votata all’obsolescenza di cose, persone e sentimenti.

Nasce Gucci Arcade: narrare la moda in modo ludico e sentimentale

Gli strateghi del team Gucci che sono sempre un passo avanti facendone almeno 20 indietro nel tempo anche questa volta sbaragliano la concorrenza con l’implementazione di Gucci Arcade sull’ omonima’app.

Gucci Arcade ci riporta davanti a quelle postazioni cabinate dalla grafica rudimentale che funzionavano con i gettoni o le 500 lire. Erano i tempi in cui per giocare ai videogames dovevi uscire di casa e recarti al bar, nelle sale giochi o nei centri commerciali, difatti, solo pochi privilegiati possedevano qualche preistorica console casalinga e Nintendo, Gameboy e Play erano pura fantascienza.

Le sale giochi a quel tempo pullulavano di ragazzini svagati, che sapevano accontentarsi di cose semplici e rassicuranti ed è proprio con quell’entusiasmo e quella leggerezza che Gucci vorrebbe essere percepito dal suo pubblico.

Gucci, in questo senso, supportando il recupero di cliché e attuando il remake di luoghi fantastici dimenticati, si innalza a custode della memoria storica giovanile e marchia a fuoco la sua identità nella mente di almeno tre generazioni.

Gucci Arcade è un gioco, ma è anche emozione ed è soprattutto adv: il sentimento nostalgico persuade aggregando

Per vendere non bastano più ottimi prodotti e influencer, oggi i marchi devono cercare di trattenere e intrattenere il cliente su qualsiasi piattaforma rafforzando la community attraverso la condivisione di valori e storie come se fossero album di famiglia.

Per riuscire in questo obiettivo in un momento storico in cui le folle hanno subito un radicale sradicamento simbolico e culturale, non c’è altro modo che tentare di ricostruirlo da zero prendendo in prestito qualche cult dal cassetto degli attrezzi del mondo analogico.

Vietato cambiare canale!

 

 

 


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Elisa Bellino




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