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Calvin Klein intimo e jeans: ecco perché ci mancherà la prima linea

FASHION-OLOGY / NEWS / 26 Marzo 2019

Calvin Klein intimo e jeans, that’s all.

Cosa dobbiamo capire dalla triste faccenda Calvin Klein. La moda si arrende all’impazienza, PVH esilia Raf Simons da Calvin Klein e dopo solo tre mesi stronca definitivamente la sua prima linea.

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la storia di Calvin Klein potrebbe persuadere altre conglomerate del lusso a rinunciare nell’investimento in progetti culturali edificanti a beneficio del mero profitto.

E’ la foga speculativa il tema cardine della moda contemporanea e il sentimento affaristico non ha niente a che spartire con la creatività o il genio, difatti, come conferma Quirino Conti:

come ci si occupa di un marchio o una griffe, con identica, disinvolta spregiudicatezza ci si potrebbe occupare di fuochi d’artificio, acciaio, estrazione di diamanti, circuiti telematici, smaltimento di scorie o traffico d’armi“.

A Milano, quindi, chiude l’unica filiale dell’azienda:

84 licenziati su 84, per non far torto a nessuno.

Nel mondo, niente più abiti CK sui red carpet, niente più sfilate (ricordiamoci che l’appuntamento con Calvin Klein era uno dei pochi rimasti ad attirare dibattito e giornalisti tra i ruderi della NYFW), tutto si riduce a una produzione jeans di “alta gamma” o a qualche pagliacciata ruspante sulla scia di Tommy Hilfiger, anche questo della scuderia PVH.

L’effetto “alone” delle linee alta gamma? Ma a chi interessano!

E così le prime linee pensate dai designer, che erano solite diffondere desiderabilità a cascata sul resto della produzione non vengono capite, non bucano il piccolo schermo degli smartphone, tantomeno le piccole menti appassite di fronte ai super culi dei Kardashian, quindi, vanno sospese “per direttissima”.

Eppure lungi dall’essere un ventriloquo o un sibillino portavoce di simboli oscuri e impenetrabili, il nostro Raf Simons si può dire proprio che stesse facendo un gran bel lavoro con la prima linea di Calvin Klein. Era ancora caldo l’Oscar della moda ricevuto in quanto “stilista dell’anno” nel 2017 durante la cerimonia dei CFDA Awards.

Certo, a posteriori al suo team si potrebbe rimproverare di aver cannato completamente il nome: effettivamente “205W39NYC” non è proprio il massimo della vita nemmeno per i super campioncini di Memory, soprattutto in un mondo ad uso e consumo di encefalogrammi piatti. ma niente di più.

I piani del gruppo PVH per Raf erano sicuramente grandiosi

e probabilmente il nostro designer non era una pop-star da “Esplora di Instagram”, ma che fretta c’era di sbarazzarsi di tutto e di tutti così?

Raf, infatti, investito del ruolo di Chief Creative Officier e imperatore del Sacro Romano Impero nell’agosto del 2016, avrebbe dovuto controllare e unificare sotto un’unica visione tutte e sei le linee CK, dalle mutande alla linea per la casa, senza dimenticare di preparare il terreno per l’ascesa della divisione “couture” con la sopracitata linea 205W39NYC .

E invece niente. Via le sofisticazioni, via la ricerca stilistica: il mondo ha bisogno di cose semplici. Panem et circenses, mutande e denim

Era solo fine dicembre scorso quando attoniti registravamo la sfioritura del progetto culturale del designer Belga, quasi imbarazzandoci per il suo fallimento clamoroso sbattuto nella pubblica piazza dalla società PVH. Come si confà a una conglomerata che si rispetti, il business viene prima di tutto. E questo non ha sentimenti e tanto meno memoria.

Ma, nonostante gli abbagli dissonanti e tremendi di questi aridi, fiacchi anni di Idiocrazia e trapper agli impenetrabili Signori del mercato occorrerebbe ricordare che come la mitologia Greca insegna, senza Memoria, non a caso madre di tutte le muse, le arti muoiono e quando muoiono le arti, tocca rendersi conto che svelati gli ennesimi, prevedibili esercizi di prestidigitazione del marketing, le merci rimangono solo oggetti. Oggetti sostituibili, intercambiabili e rinunciabili.

Chi osa pensare a che cosa ci ricorderemo tra dieci anni del nuovo corso di Calvin Klein?

I’m in a business where no one cares about anything except how well your last collection sold.

Calvin Klein

immagini via pinterest.com


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Elisa Bellino




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1 Comment

on 26 March 2019

Da consumatore finale ho sempre acquistato in piccole quantità CK , tra le scelte un bel jeans basico ma molto femminile ed una capiente bag spero che non scompaia dal mercato



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