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Old Céline è il brand che tutti realmente vogliono e imitano

FASHION-OLOGY / NEWS / 9 Marzo 2019

Old Céline e Phoebe Philo, non si tratta di una mania, la verità è che tutti vogliono essere Céline, Old Céline.

A un anno dall’allontanamento della sua algida creatrice, quell’estetica raffinata, potente e discreta è diventata il pomo della discordia dei marchi di  prêt-à-porter.

Se non proprio tutti, quasi tutti ( anche se non si dice) si contendono il titolo di OLD Céline, ma chi sarà davvero all’altezza di reggere le aspettative del suo sofisticato, cerebrale pubblico dando così un seguito credibile alla filosofia stilistica della Philo?

Old Céline e Phoebe Philo sono una cosa sola

e paradossalmente ora che non rimane più niente di loro, nemmeno di seconda mano, sempre più marchi di moda di lusso sgomitano per aggiudicarsi il bollente titolo di “New C é line“.

Il radicale, borghesissimo Céline è sempre stato un marchio ostile alla massa e alla comunicazione di massa. C é line si poteva definire l’ alter ego di una designer schiva, sprezzante dei Social e della volgarità: una gran signora, che come si confà all’etichetta Anglosassone sui giornali ci finisce solo quando si sposa o muore.

Voglio mostrare la mia personalità attraverso i miei progetti e rimanere piuttosto anonimo fuori dall’industria

P.P

Per la irreprensibile Phoebe era importante consegnare alle donne un guardaroba che andasse oltre lo scopo seduttivo dell’abbigliamento.

“voglio andare contro l’idea che le donne siano sempre impegnate a sedurre […] Mi piace l’idea che le donne non mostrino troppo, che siano piuttosto riservate e piuttosto coperte. “

Le ancelle del suo verbo difficilmente calcavano la scena invereconda dello street style. Alle influencer si preferivano le editor o le stylist, molto più sensibili alla decenza che non all’ostentazione di loghi, colori e pagliacciate varie.

Questa è la storia di un culto coltivato con discrezione, che nel giro di pochi mesi è diventato mainstream.

Il business della scarsità funziona sempre

Già dopo le prime indiscrezioni sull’arrivo di Slimane nella Maison il prezzo di vendita dei pezzi usati era rimbalzato alle stelle arrivando ad un aumento persino del +30%. L’emergenza da esaurimento scorte firmate Philo, spalleggiato poi dalle febbrili diffusioni di immagini e memoriali su Internet e Instagram, hanno fatto il resto, magnificando il lavoro perduto di una designer fino a quel momento nota solo a una ristretta cerchia di adepte piuttosto esigenti.

E’ trascorso un anno e il bollettino medico documenta che la sindrome Philonostalgica-depressiva non ha ancora una cura.

In molti però, dalle Americhe alla Francia, passando per Tblisi, si stanno umilmente prodigando per alleviare le amare pene dei discepoli orfani di guida di stile spigolosa, ma funzionale alle ambizioni paritarie della donna moderna.

Old Céline: il suo codice è ovunque

Non credo di essere stata l’unica a cogliere una presenza familiare in gran parte delle collezioni autunno inverno 2019. Si è ampiamente parlato di uno straordinario ritorno alla bella forma, alla vestibilità e alla discrezione borghese delle mise, eppure tutti hanno sorvolato su di una presenza sostanziosa, dietro questa ricerca di purezza, precisione e compostezza.

C’era in effetti, un pensiero solidificato

molto chiaro in mezzo all’andirivieni di modelle coperte di rigore, austerità e razionalismo. L’occhio clinico di un architetto avrebbe ricondotto l‘ensemble visivo a una devota applicazione dei principi della Bauhaus, infatti, le collezioni, epurate dalla possibilità dell’ornamento e dell’artificio, sembravano essere diventate Pure, Limpide e Pulite come una divisa ospedaliera, ma per l’appassionato di moda no. Per lui, l’esercizio stilistico dei vari creatori di moda si sarebbe cristallizzato adamantino e vigoroso in due fricative labiodentali sorde: FF, quelle corrispondenti a una tale Phoebe Philo.

Tendenze moda autunno inverno 2019-20

Phoebe Philo e la sua moda desessualizzata per dare potere alle donne era quasi ovunque, solo un cieco o un impenitente bugiardo si sarebbe sentito di accogliere le presentazioni come una novità o una riedizione di vecchi codici. Era tutto recente, anzi recentissimo, considerate le continue celebrazioni diffuse quotidianamente su Internet e Social.

Cappotti oversize, attitudine mascolina, occhiali grandi escuri, pantaloni a gamba larga, borse, tutto trasudava Old Céline. Tra sacro e profano le riproduzioni delle sindoni di Phoebe sono pronte per essere consumate e fotografate e condivise dal grande pubblico.

Immagini via businessoffashion.com

Ecco un po’ di Old Céline, più che mai attuale

immagini via pinterest.com


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Elisa Bellino




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