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Fertility Day: vita da mamma fortunata, ma precaria

FASHION-OLOGY / NEWS / OUTFIT / 4 settembre 2016

Fertility Day: vita da mamma fortunata, ma precaria

Fertility Day. La Ministra sprona i giovani a mettere al mondo figli, perché il Paese è in fin di vita.  Premesso che, se l’Italia sta morendo, l’assenza di natalità, non è la causa, ma la conseguenza, oggi, voglio dire io qualcosa in proposito.

Cara Ministra,

sono Elisa Bellino, 31 anni appena compiuti e una figlia di 4. Sì, sono una delle poche giovani mamme, che ha dalla sua parte delle fortune enormi. Fortune, che hanno permesso alla sottoscritta di assecondare il cuore: sia nella sfera familiare, che nel lavoro. Fortune, però, che, come vedrà, si limitano a garantire il presente, non il futuro. Ma torniamo alla questione dei figli. Perché i figli costano, ma non solo in termini di denaro, ma anche di attenzioni, di tempo. Tempo, denaro, amore. Lo stesso tempo, denaro e amore, che fanno la differenza tra un figlio desiderato e un figlio “arrivato per sbaglio”.

Cara Ministra, sa perché la campagna #fertilityday è un nonsense ?Un nonsense offensivo alla pubblica intelligenza?

Perché, in verità, i miei coetanei, ma anche i più giovani e i più vecchi, sono tutti figli indesiderati. Figli indesiderati di uno Stato impietoso, ciarlatano e corrotto.

Figli di uno stato che in gioventù ci ha rimpinzati di sogni glassati. Di sogni alla portata di tutti, che depistassero l’attenzione dagli affari governativi per evitare qualsiasi tipo di contestazione. Sogni che dovevano essere fatti di studio e di specializzazioni( neanche poi così tanto specializzanti, se andiamo bene a vedere). Sogni di cui si ignorava il problema della realizzazione concreta. Sì, perché, Voi già sapevate che nella maggioranza dei casi, sarebbero rimasti tali. La generazione degli “intelligenti” era pronta per sostituire la vecchia classe dirigente, ma poi? Poi niente, tutto in un colpo abbiamo capito che l’intelligenza non serviva per essere assunti, se non quella di pochi. E di quei pochi i 2/3 erano nomi “fortemente consigliati”. Ed ora, eccoci qua, a condividere insieme questa sorta di emarginazione socio-culturale.

Emarginati dal lavoro (quello vero, non precario), emarginati dalla politica (chi ci crede più?), emarginati dal sistema ( v. mediocrazia e raccomandazia), ciondoliamo in una situazione incerta pseudo-Fantozziana.

Cara Ministra, ma secondo lei, un infelice emarginato, potrebbe mai prendersi la responsabilità di mettere al mondo una persona, se a mala pena riesce a vivere per se stesso? No, infatti. Non ci sono le condizioni per mettere al mondo dei figli nell’epoca dell’Incertezza. Ammesso che non si abbia qualcosa di solido alla spalle. O, ancora meglio, Qualcuno. Perché lo sanno tutti, che in Italia, il merito non garantisce il successo personale. E quindi è dura, molto dura tirare avanti.

Fertility Day: vita da mamma fortunata, ma precaria

Questo pezzo è scritto da una figlia Qualunque. Figlia di Mamma Qualunque e Papà Qualunque. In quanto Qualunque, nessuno ha mai speso una buona parola per me, nessuno. Detto questo, sì sono una figlia Qualunque, ma fortunata, perché grazie al sostegno economico dei genitori risparmiatori, posso pensare di potercela ancora fare, nonostante tutto.

E se oggi sono madre e non ho ancora staccato la spina a quel, definitelo come volete: sciocco, ambizioso, ammirevole o condannabile, desiderio di assecondare la mia vocazione, è solo grazie a mamma e papà. Sì, non è merito mio, è merito Loro, se oggi posso permettermi di essere una giovane mamma lavoratrice. (Ricordiamoci che in questo momento, in Italia, la maggior parte delle donne-madri, abbandona le proprie ambizioni, perché non può permettersi di sostenere il costo dei servizi sostitutivi del lavoro domestico e di cura dei bambini. Questo costo si aggira intorno ai 500 euro mensili* fonte Sole24Ore)

Sottolineo “OGGI”, perché domani chissà. D’altronde questo Paesotto non sta certo a premiare impegno e merito, no, certo che no. Nessuna garanzia per il futuro che verrà. Il lavoro non sarà mai un affare pulito, e, tanto meno sicuro, finché non si cambieranno le regole dei giochi, finché l’Italia non sarà bonificata da quella manovalanza di mediocri così tanto vitali per la conservazione di privilegi nelle mani di pochi. I soliti pochi.

La mediocrità rende mediocri, così la scaltrezza vince e la stupidità dilaga.

Ecco, piuttosto, da mamma fortunata, ma precaria, questo dovrò cercare di spiegare a mia figlia e non sarà semplice incitarla ad andare il più lontano possibile da questa Nazione.

 

Editoriale

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14 Comments

on 4 September 2016

Ho letto…e ho pianto. Sei un dono.

on 5 September 2016

Io dico solo che è dura: ho 32 anni, una bimba piccola e mi destreggio tra due lavori.
Uno che mi permette di guadagnare il minimo per contribuire alle spese della mia famiglia e uno a cui
tengo davvero ma che non so se e quanto mi farà mangiare. Valutiamo ogni giorno l’idea di trasferirci
all’estero ma per ora è solo un pensiero vago.
L’Italia va a rotoli, questo è un dato di fatto, e la cosa del fertility day è una grande, immensa, gigantesca stupidata.

un bacio grande.

on 5 September 2016

Concordo ogni singola parola che hai scritto, io sono mamma e ho dovuto fare la scelta di lavorare da casa per il lavoro di mio marito e per la lontananza dalle rispettive famiglie.
Complimenti, bellissimo post! Kiss
Nuovo post “Scoprire Venezia con Monnalisa” ora sul mio blog http://www.littlefairyfashion.com

on 5 September 2016

Io ormai non ho più parole in merito a questa cosa.. Non mi esprimo, sono abbastanza nauseata!
Buon lunedì !
http://www.glitterchampagne.com

on 5 September 2016

Io non ho genitori che mi aiutino e lavoro da quando ho finito il liceo, lavoravo già quando facevo l università. Non sono fortunatamente in quel senso. Bambini non ne ho mai voluto, non è cosa per me, trovo le tue riflessioni comunque molto veritiere. E l abito è comunque strepitoso!
Un bacione
http://www.paolasophia.com

on 5 September 2016

Colpisci forte tu. Vorrei che tutti insieme riuscissimo a concretizzare questa forza in azioni efficaci, ma come fare? Ho questa immagine in testa: una piazza immensa, gremita di persone avvolte dalla nebbia. Nessuno parla con nessuno e tutti si guardano intorno spaesati, in cerca di una via. D’uscita? D’entrata? Non si sa.
Tu però continua a dire la tua perché ci piaci.
Bacio princess.
Areta

on 5 September 2016

Io devo dire rientro tra i “fortunati” che hanno un lavoro stabile (fortunati fino ad un certo punto, non me l’ha certo regalato nessuno), ma fare i figli costa sia in termini economici che di tempo, e le mamme che lavorano non hanno alcun supporto dallo Stato, altor che FertilyDay, qui va proprio ripensata la politica di sostegno alle famiglie… vabbè la stoia si fa lunga… tu sei uno spettacolo, una sovrapposizione insolita e davvero geniale!!
Un bacione! F.

La Civetta Stilosa

on 5 September 2016

Una sola parola: APPLUSI

on 6 September 2016

C’è chi fa outfit e chi sa scrivere. Tu sai fare tutte e due le cose.
Ed hai ragione su tutto, assolutamente su tutto. Te lo dico da mamma e da quasi 40enne che un lavoro ce l’ha ma si fa in 3 (a volte anche 4) per mantenerlo.
Non passavo da un po’ non perchè non volessi (tanto ti seguo sui social), ma perchè questo quadri-lavoro non mi lascia tempo quasi per respirare.
Quindi ora, rinnovandoti affetto e stima e augurandoti di arrivare lontano (perchè la stoffa c’è, accidenti!), vado a “morire” sul letto.
Ah. Abito a 20km dal terremoto.
Che fortuna.
Ti abbraccio forte
Paola
http://www.sissiworld.net/

on 6 September 2016

Hai colto nel segno con questo post scritto splendidamente e sei bellissima con questo outfit, strepitoso davvero. Baci

Fashion and Cookies – fashion and beauty blog

on 6 September 2016

Quanto ma quanto mi piace questo look ?????? Assai assai assai
Baci
http://unconventionalsecrets.blogspot.it

on 6 September 2016

Io come sai non hofigli, e,come forse abrsi capito, non ne voglio.
E non centra ilfatto di essere single, ozitella che dir si voglia..nin li volrvo neppure quando ero in coppia, non li volevo e non li voglio pur non avendo nessun tipo di problema economico.
Perchecla maternitá è un sentire..e gia puryroppo spesso quando la senti non puoi assecondare il tuo desiderio per i orobkemi che tu hai esposto sopra.
Questa campagna è una violenza psicologica non tanto a quelle come me, quanto a chi, un figlio lo desidera come l’aria ma non puo. NON PUO.,perche appunto un figlio costa a meno che tu non lo voglia crescere per strada.
Un abbraccio ely

http://www.angelswearherls.com

on 7 September 2016

Concordo su tutto, Eli. Questa campagna è davvero un insulto per tutti e la nostra cara Ministra dovrebbe solo vergognarsi ad aver approvato un insieme di simili scemenze.
Sono diventata mamma da poco più di un anno e 2 mesi fa ho dovuto scegliere: figlio o lavoro. Naturalmente ho scelto mio figlio ma mi sono ritrovata a dover abbandonare una carriera di oltre 10 anni in un ambito che amavo e nel quale avevo fatto salti mortali per arrivare alla posizione che ero riuscita a ricoprire.
Tutto perché? Perché nel nostro Belpaese non c’è uno Stato che sia in grado di garantire un welfare adatto a poter gestire entrambe le cose. Nel resto del Mondo ci riescono senza problemi (basta dare uno sguardo al Nord Europa). Noi invece siamo indietro anni luce! Non so come possiamo uscirne, mi sento demoralizzata dal mio Paese e come me altre migliaia di donne o mamme. In un contesto di questo tipo, come si fa a progettare un futuro sereno? Ce lo dica lei signora Lorenzin: come si fa?

http://langolinodiale.com/



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