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Figli famosi 2016: quando la prole vale più dei genitori vip

FASHION-OLOGY / NEWS / 5 luglio 2016

Figli famosi 2016. Quando il lavoro si tramanda e i soldi si moltiplicano.

I figli famosi di oggi, sono più famosi di quelli di ieri.

E non è che per forza debbano essere dei talenti, perché a differenza dei “figli famosi vecchi”, a loro per monetizzare basta esistere.

Esistere e mostrare al mondo la loro esistenza su Instagram.

Se belli, è pure meglio, se bravi, straordinario. E in tutto questo non c’è nulla di male, in fondo, perché mai non dovrebbero tentare il successo dall’alto della loro posizione? E poi all’esterno afferriamo solo un una piccola parte della loro favolosa vita, ammesso che sia così per davvero. Jacopo Fo, ad esempio, sostiene che essere figlio di papà sia difficilissimo e gli credo:

[…]qualunque cosa tu faccia nella vita diranno che ci sei riuscito perché sei figlio di papà. Qualunque cosa tu faccia non sarà riconosciuta.
Inoltre hai avuto sempre la pappa fatta e quando inizi ad andartene per il mondo ti rendi ben presto conto che sei un debole, ti manca la grinta selvaggia e affamata di quelli che si sono fatti da sé.*

Figli famosi 2016: la lista di nuove star-influencer- icone teen è sempre più ricca, nel vero senso della parola. La figlia 14enne di Cindy Crawford, Kaia Gerber, è stupenda e proprio in questo momento è la testimonial di Miu Miu per la linea di occhiali Scenique Eyewear. Come dimenticare la campagna natalizia Burberry con Romeo Beckham? Che dire poi di Lily-Rose Depp, testimonial di Chanel N°5?

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via tumblr.com

Ecco, detto questo, c’è una soglia di sopportabilità. E oggi, la mia si è infranta. Chanel Haute Couture fall winter 2016: essenziale opulenza. Proprio come nella presentazione Chanel #frontrowonly fall winter 2016, anche con l’Haute Couture, Karl ha puntato al recupero del passato. L’accento è stato posto sull’eccellenza sartoriale e, per farlo al meglio, ci ha condotte dietro le quinte del sogno, negli Atelier.

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“Gli occhi sull’abito”.

Clima intimo, ma soprattutto, esclusivo.

Fantastico.

Una collezione moderna, attuale, diversa, nel suo genere. Ma l’amarezza stava già tramando alle mie spalle. Era tutto perfetto prima che aprissi il sito Chanel nella sezione Haute Couture e scoprissi il faccino di Willow Smith. E da piccola consumatrice, nonchè devota credente in Chanel, mi sono sentita tradita.

Chanel Haute Couture e Willow Smith: rischio blasfemia, o peggio, nonsense,  ma perché?

Certo, l’invitata era lì per “coprire” il pubblico di Instagram, ma davvero Chanel, e sottolineo “l’Haute Couture” di Chanel, aveva bisogno di lei? Ma come, Karl dice che i compratori di HC sono sempre di più e poi piazza in prima fila Willow Smith?

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Una quindicenne che seppur “prodigiosa” nel suo essere attrice, cantante, rapper, fotografa, disegnatrice, producer, allevatrice di salamandre nomadi ecc. (ho guardato Wikipedia per vedere di cosa si occupasse), rimane pur sempre e solo un’adolescente in preda agli scompensi ormonali. E come può una 15enne rappresentare una collezione così prestigiosa nel mondo? Con una storia così potente poi.

Problemi di pensiero:possibile che nessuno pensi (quasi) mai, a cosa i consumatori pensano?

Di quale entusiasmo potrà mai essere partecipe una ragazzina (tirata giù dal letto in una città dall’estate incerta) nell’assistere all’operato creativo di un “vecchio strambo vestito da rocker, che fa robe così “impegnative” “? Che sentimenti avrà mai potuto provare Willow Smith davanti al palesarsi delle più nobili maestrie sartoriali nascoste sotto strati di chiffon, piume, ricami 3D e maxi broche?

Ma soprattutto che pubblico ha Willow Smith?

Se i più grandi compratori di Chanel Haute Couture rientrano nel target 5-14 anni, allora, sono disposta a pentirmi di quanto scritto e chiedo fin da ora umilmente scusa a tutti, ma per adesso, nel mio immaginario, Chanel vale meno di ieri.

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immagini Chanel.com

*http://www.jacopofo.com/node/1541


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Elisa Bellino




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6 Comments

on 6 July 2016

Uno spunto davvero interessante tesoro!
Ci penso sempre quando vedo questi mini divi che sono quasi più famosi dei genitori e non ti nego che mi fanno una certa impressione!!
Tanti baci e buona giornata

The Princess Vanilla

on 6 July 2016

Sui figli dei vip, non avrei che dire, in fondo non l’hanno scelto, e come dici deve essere pure noioso il confronto con i genitori, anche se ammetto che alle volte ostentano troppo, agli occhi di chi come me ha sempre dovuto fare tutto da sola.
Su Chanel Haute Couture e la testimonial quindicenne, che io non conoscevo, è una mossa incomprensibile.
Baci
http://www.mammachefashion.com

on 6 July 2016

La figlia di Cindy Crawford è veramente impressionante,fantastica !!
molto interessante anche questo post!!
Un bacio
Marina
http://www.sweetlavanda.it

on 7 July 2016

Io su questi temi ho sentimenti contrastanti. Da un lato lo capisco perché sono molto più in vista di altri, dall’altro mi sembra così poco meritocratico che mi innervosisce non poco. Sulla figlia di Willy Smith da Chanel, non ne capisco a pieno il senso, però preferisco restare a guardare per ora.
xxx
mari
http://www.ilovegreeninspiration.com

on 8 July 2016

Oggi Chanel vale meno di ieri perchè non rappresenta più l’eleganza come prima…sarò brutale Elisa…ogni blogger coatta ha la sua bella chanellina…questo ha tolto l’inarrivabilità ed ha svalutato l’eleganza del marchio. Troppo e troppo uguale su più fronti. Il fenomeno accessori Chanel è diventato bulimia da marchio e da blog. L’abbigliamento vuole stupire ma quando vedi la starletta di turno sul red carpet con un abito Chanel storci il naso…perchè i vestiti sono diventati pesanti e le scarpe inguardabili…
Non mi stupisce che sia approdato su Instagram…”i figli dei figli di…” hanno soldi e possono spendere…perchè non arrivare ai quindicenni quando sono arrivati a disoccupati che aprono finanziamenti per comprare una borsa? mancano idee…anche a Karl. Personalemnte mi è venuto tutto a noia…

    on 8 July 2016

    Quanta verità. Forse sarebbe il caso di lasciare anche per lui, almeno per salvare il salvabile.
    bacio



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