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Perché si dice che “content is the king”? Leggi qui perché

Come ho sempre detto, per far muovere la gente c’è bisogno di una bella storia. Meglio se di una favola nota, anzi, arcinota, come Cenerentola, che sabato scorso ha incassato quasi 1.6 milioni di euro. In poche ore il kit in edizione speciale della fiaba, realizzato da MAC-Estée Lauder, veniva spolpato da orde di erinni beauty addicted, bramose di rossetti, blush e ombretti cipriati. Mentre su ebay, i soliti furbacchioni vendevano gli ultimi tesoretti alla cifra di 1250 dollari. E, come al solito, ci sono di mezzo gli americani. Che l’hanno sempre capito meglio di chiunque altro come fare centro nel nostro inconscio. Loro che sono i Re Mida del nostro immaginario. Gli stessi, che mangiando hambuger e Poetica di Aristotele hanno imparato ad applicare quest’ultima anche per tirare su un centro commerciale.

Mentre da noi i licei classici sono affari da radical chic, sempre che esistano ancora. Ma va bene così.

Quello che non va bene (dopo aver visto terminare anche lo spettacolo della fashion week di Parigi) è  che l’80 % dei blogger stiano a guardare in streaming certi fashion show, a partire da Chanel, guidato da pop-Karl, mentre dilaga una certa confusione di ruoli ed una evidente

INCOERENZA.

Infatti, dovete sapere, che le Maison di lusso stanno palesemente

calando le braghe“.

E’ prassi consolidata, che queste stiano adottando sempre di più una comunicazione di massa, orchestrando intorno al contenuto un contenente in grado di fare breccia nei cuori degli “indifferenziati”, gli stessi che tendenzialmente si dichiaravano emozionalmente distanti dalla moda. E allora io mi chiedo : perchè non cominciare a prendere seriamente in considerazione le nostre richieste di accredito, se si deve arrivare al più ampio pubblico possibile? I blogger non sono solo più Olivia, Chiara, Anna, Mariano e altre bestie rare. Ognuno (per fortuna)comunica in modo diverso e a persone diverse. Ecco perchè  i blogger dovrebbero essere di diritto fatti accomodare all’interno degli show. Di tutti gli show.

E aggiungo anche : senza tante menate.

E soprattutto levando di mezzo quella zavorra di mediocrità spalmata nei front row dalle solite lucrose agenzie per “talenti web” , di cui tutti sappiamo nomi e cognomi.

La NECESSITà di un buzz immediato intorno ai luxury brand, è ormai stato ampiamente rivelato. Il rumore è atto a muovere interesse, e l’interesse è il cavallo di troia per accalappiarsi nuovi fan dal brodo dei potenziali consumatori. Fermo restando che tutto questo processo sembra essere molto faticoso e costoso, come scrive Giampietro Vecchiato su Ferpi in proposito al marketing relazionale:

E’ molto più difficile e costoso acquisire un nuovo cliente piuttosto che mantenerne uno già in essere e renderlo ancora più disposto a spendere. Questo perché il cliente che si possiede già ha una predisposizione favorevole nei confronti dei prodotti e servizi dell’organizzazione ed è quindi disposto a spendere ancora.

perchè continuare a minimizzare i concreti benefici del nostro lavoro? E’ questa la domanda che vorrei porre alle varie Karla Otto della situazione (per dire).

Perchè sembra che sul web ci sia ancora chi, al mattino si preoccupa di allontanare per sempre dal mondo lo spettro “blogger”. E ci tiene particolarmente a farlo sapere raccogliendo in poche righe un assortimento di caxxate straordinarie, circa la cosiddetta “seconda generazione blogger“. Non tenendo conto, che ogni fenomeno culturale e sociale è sottoposto ad evoluzioni e, soprattutto, sorvolando il valori e significati del termine blogger. Infatti, se Miss Ferragni ha aperto le danze, nel tempo sono fioriti altri modi di essere fashion blogger. E le scremature ci sono sempre state e ci saranno, ma non per chi ha qualcosa da dire, che è ben diverso dal mostrare ( sempre che la gente empatizzi ancora con idoli come Chiara che sono a tutti gli effetti entrati in una sfera molto lontana dalle utenze che si confanno al ruolo primigenio di blogger).

E allora, possiamo dirlo avvallati da Davide Licordari, che se content is the king, per qualcuna c’è ancora posto. Certo, lontana da Chiara, ça va sans dire.

[…]perchè suscitare l’interesse delle persone è il primo passo per qualunque strategia di vendita che venga poi adottata.

Chiudo il fashion editorial in bellezza e allegria con una news fresca fresca da NY:

il 29 aprile prossimo, infatti, nella city uscirà il documentario su una delle nostre più audaci e attempate Fashion Wonder Woman della storia. Si intitola “Iris” il film sul nostro ironico, carismatico e  sfarzosissimo idolo, Iris Apfel. Vi terrò aggiornate sulle prossime uscite.

Da NON PERDERE D’OCCHIO!

Eccovi il link del trailer

-> https://www.youtube.com/watch?v=eIG2AoiHszY

immagine copertina via pinterest.com

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