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Lo ammetto, non vedevo l’ora che arrivasse la London Fashion Week.

Già, anche se credo di non aver mai sentito e letto così tanti nomi dei quali ignoravo l’esistenza. Ma io aspettavo Lei, la mia quasi coetanea Mary Katrantzou. Dalla Grecia si trasferisce a Londra dove studia alla Central Saint Martins e dove fa sbocciare il suo geniale talento riconosciuto fin dalla sua collezione di laurea.

La scoprii su Pinterest molto tempo fa, quando non andava ancora di moda (Pinterest, non Lei). Incappai nei suoi iconici Jewel Tree  -collezione fall 2011-, massima espressione di un’estetica profondamente innovatrice ed intrinsecamente tradizionale. La sua idea di bellezza è solida e femminile, tridimensionale e ludica. Perfezionista. Basata su un minuzioso studio manuale e digitale di volumi e materiali, trasportati poi su strutture semirigide, leitmotiv delle sue collezioni. In quell’anno mise in scena dei veri e propri giardini preziosi scolpiti su gonne e bustini corazza.

Quasi inverosimile descritto a parole.

Potrebbe far pensare a qualcosa posto a metà tra le pazze richieste di una Maria Antonietta in overdose da sfarzo smodato ed una rigida artigiana del futuro.

mary katrantzou

La Katrantzou progetta complessi tessuti stampati utilizzando oggetti ricercati e preziosi, come scrigni in Coromandel, uova di Fabergé, porcellane cinesi e di Meissen, creando silhouette uniche e immediatamente riconoscibili.

Marnie Fogg, Il piccolo libro della grande moda

Il suo inverno è interpretato con forme indissolubilmente lineari, interrotte, ancora una volta, da applicazioni che sanno di futuribile, di spaziale. I suoi pezzi si sviluppano sempre in tre dimensioni, creando effetti ottici ben calibrati. Questi capi impattano sul pianeta terra deflagrando un’allure che non tradisce lo stile della designer: tutto è composto e giocoso al tempo stesso. E’ vivace nei colori e nelle fantasie damascate, è movimentato nei volant  delle longuette, nei contrasti materici, eppure è immoto nei bustini che proteggono le parti alte del corpo femminile, senza comprimerlo in forme inusuali. E’ tutto tranne che immaginabile, finchè non la vedi ed impari a riconoscerla.

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source whatdoiwear.com

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