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Fashion Interview: Erica Vagliengo intervista Alice Lunardi -Lazzari-

Deliziose Ladies,

oggi vi introduco in un mondo segreto che ho avuto modo di conoscere grazie ad Erica Vagliengo (sì sempre lei, siamo un po’ come Pappa e Ciccia). Cedo così le lettere e la tastiera a Lei, che ha intervistato l’artefice di questa magia.

Lazzari: fatto con amore, cura (e poesia) in Italia

di Erica Vagliengo

ph courtesy Lazzari

Se Emily Dickinson fosse nata negli anni Ottanta del ‘900, avrebbe conosciuto Lazzari (www.lazzarionline.com) , e i suoi abiti non sarebbero stati tutti bianco purezza, ma rallegrati da gelati, gattini, ciliegie e croissant, le sue poesie ne avrebbero tratto giovamento e la sua verità sarebbe stata meno obliqua. Peccato per Emily, ma viva viva per noi, ragazze modernamente social, con il gusto del retrò, della nostalgia e del bon ton che amiamo le collezioni Lazzari per la ricerca dei materiali, la cura nei dettagli, la poesia scanzonata dei disegni. Visto che siamo anche parecchio curiose, abbiamo preso un treno per fare quattro ciance con Alice Lunardi, davanti a cappuccino e cornetto, come quelli dei maglioncini di questa stagione.

Buon pomeriggio Alice: gattini, squali, gelati, uova, ciliegie, croissant, amici…  da chi/cosa prendi ispirazione?

Da qualunque cosa mi capiti in mano o mi passi per la mente. Lazzari è sempre stato giocoso, ma ultimamente ancora di più perché mi interfaccio e divido l’ufficio con un bambino di due anni e mezzo che poi sarebbe mio figlio e avere a che fare con l’infanzia è bellissimo, perché tutto prende vita e pure gli squali diventano animaletti simpatici.

Il vintage nella tua vita, che peso ha?

Diciamo che è un fardello che mi porto in giro volentieri, la mia casa e come del resto i nostri negozi sono arredati con mobili degli anni ‘50. Il vintage è un punto fermo, basti pensare che sono più attuali i look di film degli anni ‘60 e ‘70 rispetto ad altri dei primi anni Duemila.

Quando è nato il brand e quanto è stato fondamentale il ruolo della famiglia/azienda   

Il brand è nato negli anni ‘90, la figura dei miei genitori è stata importante perché hanno avviato la nostra azienda famigliare. Le mie idee sono importanti ma lo sono anche tutte le competenze che negli anni hanno saputo mettere insieme. Avere una base  così solida, con sarte che lavorano da noi da tantissimo tempo e che mi hanno visto bambina non è indifferente, sia dal punto di vista lavorativo sia da quello affettivo.


Le vostre sono foto bellissime, evocative, sospese tra il vintage e il nuovo: chi le pensa e le realizza?

Negli anni abbiamo collaborato con più fotografi, la direzione degli shooting parte da un’idea nostra, poi, ovviamente, anche i fotografi mettono la loro parte.

Chi sono le modelle del vostro catalogo?

Sono modelle professioniste, di solito non cerchiamo le “bellone”, ma ragazze dal visino particolare e vivace, che siano dolci con l’attitudine da piccole pesti.

Mai pensato a una linea Lazzari petite, per le ragazze diversamente alte, dal metro e sessanta in giù ?

Non ne vediamo il motivo: i nostri abiti sono modellati su un fisico “italiano” e non su modelle alte 1.90 con la taglia 40. Tutt’al più basta accorciarli un pochino.

Si parla sempre di colori, forme, disegni, ma se dovessi chiudere gli occhi per un momento e pensare al rumore dei tuoi vestiti, a cosa penseresti?

Penso a strati di cotone leggero che con il vento emettono un delicatissimo fruscio, alle sete di alcuni abiti “croccanti” che fanno lo stesso rumore di quando si apre una caramella.

Chi cura la comunicazione on e off line di Lazzari?

La curiamo noi insieme a ragazze professioniste che vedono il mondo con i nostri stessi occhi e che sanno trascrivere ciò che evoca il nostro brand.

La Cina è vicina, anche per voi, visto che vendete su Tao Bao.

La Cina è senza dubbio un mercato importante, per noi costituisce ancora una piccola parte di fatturato, perché non è semplice arrivare in un posto così grande essendo molto piccini.

Quale social funziona di più per vendere le vostre creazioni?

Anche se Facebook è il social più frequentato, quello con maggior conversione è Instagram ,nonostante niente sia linkabile. Noi lo preferiamo perché lì basta l’immagine senza tante parole.

E’ difficile essere un’impresa in Italia, oggi?  E, collegato, quali consigli dare giù a Roma, per rendervi la vita più facile

Difficile è un eufemismo, talvolta rimanere in Italia fa maturare una domanda: “Ma siamo gli unici scemi a crederci ancora?”, le banche hanno smesso di credere nella piccola impresa, che poi era la vera ricchezza dell’Italia, i grandi marchi dopo aver costruito la propria reputazione grazie alla manifattura italiana hanno deciso che ora basta la firma a coprire tutto, non importa dove sia fatto purché costi poco.

Un semplice consiglio? Se per le aziende qui in Italia ci sono delle leggi che giustamente tutelano i lavoratori, perché allo stesso tempo importiamo senza difficoltà alcuna prodotti fatti da persone in condizione di schiavitù, e senza nessun controllo di tipo sanitario su sostanze e coloranti? Come si può essere competitivi così? Dal momento che  sono prodotti commercializzati in Italia si dovrebbero sensibilizzare i consumatori sulle questioni etiche, e si dovrebbero intensificare da parte delle autorità sanitarie  i controlli sulle sostanze utilizzate. Da anni in Italia tutti i fornitori di tessuti e filati con cui  operiamo certificano che  tutti i processi sono realizzati usando sostanze consentite dalle leggi vigenti.

Per finire con cose belle e social: parlaci della collaborazione con Pollaz- Paola Colombo

Io e Paola ci siamo conosciute dapprima digitalmente, anche se ci siamo accorte che per anni abbiamo frequentato gli stessi posti. Un giorno, anche lì davanti ad un caffè, ci siamo dette: “Ma perché non facciamo qualcosa insieme?” Paola realizza delle pillow face divertentissime, per noi ha creato cinque tipi di animali diversi realizzati con tessuti delle nostre collezioni. Questi bellissimi faccioni saranno le teste dei manichini delle vetrine delle feste, sono tutti pezzi unici, messi in vendita da gennaio, una volta smontate le vetrine.

www.lazzarionline.com

P.S. Prendetevi un minuto di pausa, sorseggiate un caffè e godetevi il video di Lazzari  http://vimeo.com/54357671

Ah, potessi, di solo Lazzari, mi vestirei…) 

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