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Chi era Roberta di Camerino?

Tu comprati pure una Chanel, io voglio una Roberta di Camerino!

 

Buongiorno Ladies,

oggi vi voglio parlare/raccontare di una stilista degli anni quaranta. Una grande creatrice di accessori e borse, che fu una delle prime a calcare la passerella della famosa Sala Bianca di Firenze a Palazzo Pitti.

Di chi parlo!? Ma di

Roberta di Camerino!

FOTO RETROSPETIVA DI ROBERTA DI CAMERINO CON SALVATOR DALI A NEW YORK  1974

Nata a Venezia nel 1920, si chiamava in realtà Giuliana Coen, il nome da stilista ha un origine particolare: Roberta deriva dal film omonimo, la quale colonna sonora (Smoke gets in your eyes) era una canzone da lei molto amata poiché la sentì al suo primo ballo. “di Camerino”, invece, era il cognome da sposata, ma essendo Camerino anche una città, si inventò una sorta di patriziato.

Famosa per gli accessori e le borse, fonda il suo laboratorio di pelletteria a Venezia negli anni quaranta, nel quale sceglie di usare pregiati velluti veneziani per le sue creazioni.

Gli anni cinquanta coincidono con l’uso degli effetti trompe-l’oeil, con il quale riproduce sul tessuto cinghie e chiusure tridimensionali e con la vincita del Neiman Marcus Award, prestigioso riconoscimento che la rende nota anche in America.

Negli anni sessanta, decide di dedicarsi all’abbigliamento, presentando nel 1963 alla Sala Bianca una moda boutique meno pretenziosa, ma molto ricercata. Abiti dalle linee essenziali, in poliestere o jersey di lana, decorati con stampe trompe-l’oeil, facendo sua questa tecnica grazie ad un utilizzo raffinato.

Sceglie nel 1995 di donare le sue creazioni alla Galleria del Costume di Palazzo Pitti e nel 2008 cede il marchio all’azienda Sisty Group, lasciandoci nel 2010.

Qual è la creazione per cui è tanto nota!? La Bagonghi, una borsa creata negli anni cinquanta, molto amata da Grace di Monaco, il nome deriva dalla sua forma piccola e panciuta, era realizzata ovviamente con velluti veneziani di vario colore e decorata da un grosso manico.

Una donna che voleva rivestire il mondo, dando importanza ai materiali, ma anche ai colori e i disegni. Fece del suo nome un marchio di grande importanza, gettando le basi del Made in Italy e che ha ispirato, ed ispira, molti designer moderni.

Che dire non potevamo non ricordarla nel nostro WONDER FASHION WOMEN SPACE .

 

A presto

 

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